Il paradosso della scelta nel web design
Due ristoranti, uno di fronte all'altro: il design migliore perde contro dieci sconosciuti in coda. Lo stesso meccanismo decide se un utente clicca "acquista" o chiude la scheda — e si chiama riprova sociale.
Ciao, sono William Bardon web designer nato a Orzinuovi (Brescia) che ora vive a Crema (Cremona). In questo spazio di blog dedicato alle interfacce dei siti web e delle web app, troverai qualche trend di design, ma anche informazioni sulla UX/UI progettata in Figma o con Claude design, che sperano ti possano interessare.
Due ristoranti, uno di fronte all'altro: il design migliore perde contro dieci sconosciuti in coda. Lo stesso meccanismo decide se un utente clicca "acquista" o chiude la scheda — e si chiama riprova sociale.
Minimale ma non freddo. Tecnico ma umano. Ho studiato questo trend e l'ho applicato al mio portfolio: ecco cos'è, perché funziona nell'era dei prodotti AI, e come l'ho costruito.
Ogni progetto parte dall'architettura: sitemap, navigazione e gerarchia delle pagine. Poi vengono wireframe e UX, cioè contenuti e messaggi al posto giusto, e solo dopo la grafica UI in alta fedeltà, rivista insieme al cliente. Lo sviluppo arriva per ultimo, quando ogni scelta ha già un motivo.
È quello che chiamo web branding: portare online il carattere di un'attività invece di riempire un template. Disegno in Figma e poi sviluppo io in Next.js, quindi quello che approviamo nel design è quello che va online.
Negli articoli racconto i principi dietro queste scelte: come le persone decidono online, perché un'interfaccia convince o confonde, e i trend visivi che provo prima sui miei progetti e che spesso condivido anche sui social.
Domande frequenti
È il meccanismo per cui scegliamo quello che altri hanno già scelto: tra due ristoranti entriamo in quello con la fila. Su un sito diventa recensioni, numeri di clienti e segnali di attività messi dove l'utente decide. Ne parlo nel paradosso della scelta nel web design.
La UX è come funziona un sito: struttura, percorsi, contenuti al posto giusto. La UI è come appare: tipografia, colori, componenti. Nel mio processo vengono in quest'ordine, prima wireframe e UX e poi la grafica UI in alta fedeltà.
Sì. Il design in Figma è il momento in cui decidiamo insieme struttura e aspetto, prima di scrivere codice. Poi lo sviluppo io in Next.js, quindi non ci sono passaggi di consegne tra designer e sviluppatore in cui si perdono dettagli.
Vero è che ultimamente con Codex e Claude design, l’approccio è un po’ cambiato, però la parte di design prima di scrivere anche solo una riga di codice è fondamentale nel mio flusso!
No: studio UX e UI in Figma e definisco il mood visivo coerente con il design, ma per la produzione di immagini e icone serve una figura dedicata.
Hai un sito da progettare o ridisegnare? Parliamone...